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Guerra ed Energia: Perché la stangata non è domani, ma dopodomani

1. Il paradosso del mercato: Prezzi alle stelle, bolletta (ancora) ferma

Tutti sono preoccupati degli aumenti ma spesso si sente dire “a me non è ancora aumentato nulla !! E’ tutta una bufala !!”.

La verità è diversa. Mentre i telegiornali mostrano i grafici della borsa di Amsterdam (TTF) o del PUN (Prezzo Unico Nazionale) che schizzano verso l’alto, la bolletta che il lettore ha in mano oggi si riferisce ai consumi passati e a prezzi contrattati mesi fa.

Concetto chiave: La bolletta è uno specchietto retrovisore, mentre il mercato è il parabrezza. Ma questa apparente tranquillità è un boomerang. AGISCI SUBITO !

2. I 3 motivi del ritardo (Perché gli aumenti arrivano dopo)

  • Il meccanismo di fatturazione: La maggior parte dei fornitori emette bollette bimestrali o mensili “posticipate”. Quello che paghiamo a marzo è l’energia di gennaio/febbraio, quando le tensioni non erano ancora esplose del tutto.
  • Il ruolo del PUN mensile: Per chi ha un contratto a prezzo variabile, il costo viene calcolato sulla media del mese solare. Se la guerra scoppia a metà marzo, l’impatto sarà diluito nella media di tutto il mese e si vedrà concretamente solo nella bolletta di aprile o maggio.
  • Il “cuscinetto” dei prezzi fissi: Chi ha bloccato il prezzo l’anno scorso (magari quando i mercati erano stabili a fine 2025) è protetto. L’aumento per loro arriverà solo alla scadenza del contratto (che di solito dura 12 mesi).

3. La dipendenza dal Gas (L’effetto domino)

  • In Italia produciamo ancora molta elettricità bruciando gas nelle centrali termoelettriche (lo puoi vedere dal mix energetico che il tuo operatore di luce è OBBLIGATO ad inserire nella tua fattura).
  • Se il gas costa di più, produrre un kWh costa di più. Anche se c’è il sole o il vento, il prezzo di mercato viene spesso dettato dalla fonte più costosa (il gas), per il meccanismo del prezzo marginale.

4. Cosa fare subito (Consigli da “Sostenibilizzando”)

Le cattive notizie vanno ben capite e vanno SUBITO cercate le possibili soluzioni.

Aspettare gli effetti può non essere una buona soluzione in quanto anche le azioni hanno dei tempi di realizzazione che nel frattempo ci mantengono nel disagio di costi fuori controllo.

Alcune soluzioni, inoltre, che oggi sono disponibili è molto probabile che tra pochi giorni non saranno più disponibili.

  • Monitorare i rinnovi: Chi ha un prezzo fisso in scadenza tra aprile e giugno deve agire ora, prima che i listini dei fornitori recepiscano totalmente i nuovi picchi di marzo.
  • Far controllare SUBITO la propria fattura ad un Utility Manager Certificato per capire il tipo di tariffazione si sta pagando e se è la miglior scelta disponibile al momento o se conviene cambiare contratto.
  • Sostenibilità come scudo: Ricorda che ogni kWh risparmiato o prodotto da fonti rinnovabili proprie (fotovoltaico) è un kWh che non risente delle crisi geopolitiche. Anche il questo un Utility Manager Certificato può valutare insieme a te l’impianto ideale o una sua integrazione.

Conclusioni:

Secondo le ultime proiezioni di marzo 2026, si stima che le tensioni attuali potrebbero portare a un rincaro annuo di circa 166-180 euro a famiglia per la sola componente elettrica, se il PUN dovesse assestarsi stabilmente sopra i livelli pre-conflitto.

Per le aziende ovviamente l’impatto è ancor più grave.

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